Dedicato ai miei cuccioli…

Nel ruolo di figlio mi sono sempre trovato in contrasto con la prudenza richiesta dai miei genitori, nei confronti della mia incoscienza… ora, da genitore, mi ritrovo ad affrontare lo stesso percorso di vita con mio figlio. Penso che l’eccessiva prudenza porti in automatico ad un blocco di paure varie, mentre, l’incoscienza, più rischi. Non saprò mai cosa sarà davvero giusto o sbagliato ma leggendo tra le righe, ho trovato questa bellissima poesia di Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana, che mi ha colpito molto e che dedico con tutto il cuore a mio figlio Samuele, il piccolo fuorilegge, ed alla mia nipotina Alma, la mia piccola principessa, cercando di usare il mio amore per le moto come metafora di vita, spiegandogli di non chiudersi in se stessi per ogni minimo sbaglio ma di avere coraggio, rispetto ed intelligenza, nei confronti del proprio destino:

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marcia,

chi non rischia e non cambia colore dei vestiti,

chi non parla e chi non conosce.

Lentamente muore chi evita una passione,

chi preferisce nero su bianco e i puntini sulle “i”

piuttosto che una serie di emozioni,

proprio quelle che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,

chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza,

per inseguire un sogno,

chi non si permette almeno una volta nella vita

di fuggire dai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,

chi non legge e chi non ascolta musica,

chi non trova grazia in se stesso.

Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,

chi non si lascia aiutare;

chi passa i giorni a lamentarsi

della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che esser vivo

richiede uno sforzo di gran lunga maggiore

del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza

porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

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