Faaker See European Bike Week 2020 cancellato.

Faaker See European Bike Week 2020 cancellato.

Il comunicato stampa informa che:

Onde evitare la diffusione del coronavirus (COVID-19), causa grandi assembramenti, l’European Bike Week, in programma come ogni anno al Faaker See in Austria, è stato annullato e posticipato a Settembre dell’anno nuovo, dal 7 al 12. Per i tanti appassionati, l’attesissimo 23° European Bike Week 2020, non ci sarà. Bisognerà attendere il nuovo anno 2021. Protagonista come sempre della kermesse, da ben oltre da 22 anni a questa parte, il leggendario Faaker See, sito nella suggestiva cornice della Carinzia, in Austria, dove migliaia di harleysti e non solo, partecipano a questo magico motoraduno, uno dei più grandi d’Europa e con una tradizione che prosegue dal lontano 1998. Nato come spesso accade da un gruppo di amici con l’unico scopo di passare un po’ di tempo insieme, fra armonia e tanto divertimento, tra le loro moto cromate e accompagnati da fiumi di birra.

Una buona occasione per ricordare i tempi passati, in particolare modo l’evento scorso iniziato il 3 settembre con delle belle giornate di sole, fino a sabato 7, dove il maltempo diede sfogo alla sua curiosità, facendo compagnia a noi bikers fino al temine della manifestazione, domenica 8. Ricordo che l’adrenalina dentro ognuno di noi era tanta, e che a nessuno importò di tale fastidio. Il mio viaggio iniziò da Treviso fino ad arrivare lungo le sponde del lago Faak, attraverso le sinuose strade austriache, osservando meravigliato la mia prima volta all’European Bike Week.

Mi trattenni poche ore per guardare tutti gli stand ben allestiti, sotto una pioggia mista tra pioggerella e acquazzone, per proseguire la mia tabella di marcia e scoprire nuovi posti nei dintorni. Purtroppo, ahimè, non fu così e tornai alla base via autostrada. Noiosa e monotona. Dal “confine” austriaco, fino a Noventa di Piave (VE), sull’autostrada E70, dalle ore 15:30 alle ore 18:00, per circa 200 km, più o meno, mi trovai a viaggiare con una pioggia continua con tratti di bombe d’acqua violente, mai affrontato prima d’allora in moto. Sentivo la forza delle gocce d’acqua che mi colpivano con una violenza inaudita, tanto da farmi credere ad una possibile grandine ma che in verità non era. Ovviamente non c’erano ripari in quel momento e quindi via dritto seguendo i pochi segnali luminosi delle auto, che affrontavano lo stesso muro d’acqua ma con più sicurezza. Non nascondo di aver avuto attimi di spavento in quel momento, sentirmi un po’ solo al mondo ma alla fine cosa avrei potevo fare? Niente, seguire la mia strada ed uscire fuori da quell’inferno di acqua il prima possibile.

Adrenalina al 100% ma alla fine con la mia Harley-Davidson siamo arrivati alla base sani e salvi e pronti per una nuova avventura!

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