BFPHOTOSTORIE e il suo Diario di Bordo in Messico: Seconda parte

BFPHOTOSTORIE e il suo Diario di Bordo in Messico: Seconda parte

Messico 04 Giugno 2014: Seconda giornata nella capitale Messicana pronti a partire per una nuova avventura. Ci dirigiamo verso il nostro pulmino e via verso posti nuovi attraversando la città nel pieno caos cittadino diretti allo “Zocalo” – Piazza della Costituzione – la principale piazza di Città del Messico, una delle più grandi al mondo. Lo Zocalo, costruito dagli spagnoli dove un tempo sorgeva la capitale dell’impero Azteco (principale complesso templare di Tenochtitlan) si trova nel cuore della zona conosciuta come centro storico di Città del Messico.

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Da qui iniziamo la visita al Palazzo Nazionale di Città del Messico, sede del potere esecutivo federale in Messico. Ammiriamo le opere di Diego Rivera (marito di Frida Kahlo), all’anagrafe Diego María de la Concepción Juan Nepomuceno Estanislao de la Rivera y Barrientos Acosta y Rodríguez (Guanajuato, 8 dicembre 1886 – Città del Messico, 24 novembre 1957). Rivera è stato un pittore e muralista messicano, famoso per la tematica sociale delle sue opere realizzate in gran parte in edifici pubblici (soprattutto nel centro storico di Città del Messico), famoso anche per non aver mai terminato i lavori richiesti (forse troppi con poco tempo a disposizione). Dopo aver ammirato le opere di Rivera, ci dirigiamo verso la Cattedrale di Città Del Messico, a nord dello Zocalo, una grande chiesa cristiania in Piazza della Costituzione.

Finito il nostro giro mattutino, ci dirigiamo verso il nostro primo sito archeologico (emozionante) di Teotihuacan, il più grande sito archeologico precolombiano del Nord America. Siamo tornati nuovamente indietro nel tempo di qualche secolo; un’emozione unica vedere per la prima volta le piramidi messicane definite in verità a “base piramidale”. Base piramidale, comunemente chiamata “piramide” messicana, perché si differenzia da quelle egiziane per non avere una punta di chiusura alla fine ma, quelle messicane, terminano con un tempio alla sommità ed una scalinata esterna per accedervi. Le piramidi trovate in America fino ad ora, non sono tombe. Salvo qualche eccezione. Alcune di queste piramidi sono state studiate dai nostri archeologici dove hanno scoperto l’esistenza di una prima piramide nel loro interno stile “matrioska”.

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Rimaniamo senza parole osservando la Piramide del Sole: il più grande edificio di Teotihuacan ed uno dei più grandi dell’intera Mesoamerica. Costruito lungo la cosiddetta Via dei Morti, nelle vicinanze della Piramide della Luna e della ‘’Cittadella’’, alle falde del massiccio del Cerro Gordo. La Piramide del Sole è parte del grande complesso nel cuore della città. Saliti con facilità fin su al tempio, siamo rimasti abbagliati ammirando le fantastiche rovine della città Maya conquistate prima ancora dagli Aztechi e poi dagli Spagnoli. Scesi dalla piramide, con molta cautela, terminiamo il nostro percorso attraversando la Calzada de los Muertos (Strada dei morti), la via di comunicazione principale della antica città lunga circa 4 km e larga 45 m, da nord a sud, dove si affacciano tutti i maggiori e più famosi monumenti di Teotihuacan diretti verso la Piramide della Luna.

La Piramide della Luna è il secondo “edificio” più grande del sito archeologico, dopo la prima Piramide del Sole. Alcuni la chiamano Tenan, che in lingua nahuatl significa “pietra madre o protettiva”. La piramide della Luna copre una struttura più antica della piramide del Sole che esisteva già prima del 200.

Ancora oggi penso a quella bellissima giornata avvolta dal mistero di quel luogo.

Terminiamo il giro andando a pranzo in un ristorante lì vicino. Un Mariagio ci accoglie cantando “O’ Sole Mio!” forse per le mie origini Campane.

Prima del rientro in hotel, ci fermiamo alla basilica di Nostra Signora di Guadalupe: un santuario cattolico situato sul monte del Tepeyac di Città del Messico, nel territorio dell’arcidiocesi di Città del Messico costruito per ricordare le presunte apparizioni della Vergine di Guadalupe. Si narra che il giovane Juan Diego avrebbe visto per la prima volta la Madonna la mattina nel dicembre del 1531, sulla collina del Tepeyac di Città del Messico. Ella gli avrebbe chiesto di far erigere un tempio in suo onore ai piedi del colle: Juan Diego corse a riferire il fatto al vescovo Juan de Zumarrága, ma, ovviamente, questi non gli credette. La sera stessa ripassò sul colle e Juan Diego vide per la seconda volta Maria che gli ordinò di tornare dal vescovo l’indomani. Il vescovo lo ascoltò di nuovo e gli chiese un segno che provasse la veridicità del suo racconto.

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Juan Diego tornò quindi sul Tepeyac ove avrebbe visto per la terza volta Maria, la quale gli avrebbe promesso un segno per l’indomani. Il giorno dopo, però, Juan Diego non poté recarsi sul luogo delle apparizioni in quanto dovette assistere un suo zio, gravemente malato. La mattina dopo, con lo zio ormai moribondo, Juan Diego uscì in cerca di un sacerdote che lo confessasse. Maria gli apparse ugualmente, per la quarta ed ultima volta lungo la strada dicendogli che suo zio era già guarito e lo invitò a salire di nuovo sul colle a cogliere dei fiori. Qui Juan Diego trovò il segno promesso: dei bellissimi fiori di Castiglia, sbocciati fuori stagione in una desolata pietraia. Egli ne raccolse un mazzo nel proprio mantello e andò a portarli al Vescovo. Di fronte al Vescovo e ad altre sette persone presenti, Juan Diego aprì il mantello per mostrare i fiori ma all’istante s’impresse sul mantello, alla vista di tutti, l’immagine della S. Vergine Maria. Di fronte a tale presunto prodigio il vescovo cadde in ginocchio e con lui tutti i presenti. La mattina dopo Juan Diego accompagnò il presule al Tepeyac per indicargli il luogo in cui la Madonna avrebbe chiesto dove fosse innalzato un tempio a suo nome: la Vergine di Guadalupe.

Dormiamo beati nel mondo dei sogni pensando già al nuovo giorno.

di Benedetto Tessitore

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Autore: bfphotostorie

Sono un sognatore fatalista, un anarchico disciplinato che segue le sue regole di vita nel rispetto più assoluto… amo viaggiare con la mia Harley-Davidson ed immortalare gli attimi fuggenti della mia vita attraverso una fotografia. Vedere il mondo in sella alla propria moto e sentire la libertà superare il nostro destino… Siamo angeli con un'ala sola, solo restando abbracciati possiamo volare. BFPHOTOSTORIE On The Road!!!

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