Harley-Davidson, Open Day autunno 2019

Porte aperte sabato 5 e domenica 6 ottobre in tutte le concessionarie della rete ufficiale Harley-Davidson per il weekend Open Day autunnale. Due giorni da non perdere per conoscere e testare su strada i nuovi modelli 2020 della casa madre di Milwaukee e tuffarsi nel mondo dei nuovi accessori e capi d’abbigliamento marcati H-D. Un occasione unica per tutti gli appassionati e non, per scoprire la Livewire – la prima Harley elettrica – o l’attesissima Low Rider, per poi passare alla Road Glide, alla Street Rod o alla Street 750. Non mancheranno i modelli della famiglia Sportster, come ad esempio la Forty-Eight, la Roadster, la Superlow 1200T, la Iron 1200 e la 1200 Custom e terminare con l’imbarazzo della scelta con le serie Softail e della Touring. Oltre alla grande novità della gamma 2020, il weekend sarà anche un’occasione per scoprire tutte le novità degli oltre 10.000 articoli di parti e accessori disponibili sul catalogo ufficiale Harley-Davidson Genuine Parts & Accessories.

La concessionaria Harley-Davidson di Treviso sarà lieta di ospitarvi e offrirvi test ride con moto modelli 2019/2020, oltre a proporvi stand street food, stand birra, Radio Marilù con Adelina Putin e Inferno Rock e promozioni sull’abbigliamento. Non mancate all’appuntamento targato HARLEY-DAVIDSON.

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The Distinguished Gentleman’s Ride 2019 – Una storia, una passione

Domenica 29 settembre, in 47 città italiane, e ben altre nel resto del Mondo, si è tenuto il più celebre raduno motociclistico degli ultimi tempi, il Distinguished Gentleman’s Ride – DGR, in cui migliaia di motociclisti hanno colorato la giornata con la loro eleganza egocentrica, dove lo stile vuole la sua parte, sfilando a cavallo delle loro moto personalizzate in stile Café Racer, Bobber, Scrambler, Old School Chopper, Modern Classic, Sidecar, Classic Scooter, in nome di una giusta causa; raccogliere fondi a favore della ricerca sul cancro alla prostata ed alla prevenzione del suicidio, con programmi specifici per la salute. Era il 2012 quando Mark Hawwa, fondatore australiano del DGR, diede il via al suo primo successo a Sidney, ispirato all’eleganza del protagonista del film Mad Men, Dan Draper. Da lì Mark cerco di unire la sua passione per le moto alla beneficenza per la ricerca medico-scentifica, e nel 2016 inizia la collaborazione con l’associazione Movember Foundation. Un’organizzazione a livello mondiale che si occupa principalmente della lotta contro il carcinoma della prostata e di conseguenza al suo disturbo depressivo. In un solo giorno, grazie a questa importante iniziativa, sono stati raccolti per la Fondazione più di 18 milioni di dollari.

DGR Treviso

Più di 120 Paesi sono stati coinvolti in questo evento straordinario, dall’Australia agli Stati Uniti, da Times Square di New York a Piazza Duomo di Treviso, dove più di 370, tra bikers e visitatori, si sono presentati al terzo appuntamento annuale del DGR trevigiano, organizzato dall’ormai conosciutissimo Moto Club TREVISO CILINDRI STORICI. Dalle ore 8:30 il Piazzale Bartolomeo Burchiellati (per intenderci Porta San Tommaso –TV-) è stato invaso dai tanti appassionati e non, che hanno voluto partecipare arricchendo ancor di più il più grande evento riders di beneficenza e passare così una fantasiosa giornata autunnale. Tante sono state le fotografie scattate che hanno immortalato questa stravagante partecipazione sociale. L’Host Ride del DGR, Marco Battistella, nonché responsabile della segreteria del Club e Referente Nazionale Registro Storico FMI, ha dato il benvenuto a tutti noi, grazie anche alla presenza dei suoi instancabili collaboratori: Vivi Rosa, Andrea Pagotto, Christian Cavallin ed il Presidente del Moto Club Manuele Battistella. Un ulteriore ringraziamento doveroso va anche alla Polizia Municipale che ci ha “scortato” per tutto l’evento, alla piacevole partecipazione del Sindaco di Treviso Mario Conte ed all’assessore alla sport Silvia Nizzeto. Alle ore 11 è partita la sfilata per il centro storico in direzione del primo chek-point a VALERI84 Riders District di Cairano San Marco (TV), dove c’era ad attenderci un gradito rinfresco dalla crosta croccante ma al suo interno un cuore morbido e candido, un ottima occasione per visitare il negozio di abbigliamento sportivo. Si è ripartiti dopo una prima pausa e terminare il giro in Villa Luisa Francesca, attraversando la suggestiva cornice storica e naturale del Montello, zona Montebelluna (TV), dove ci aspettava il pranzo a buffet e le attese premiazione pomeridiane per la persona più eccentrica, la moto più classica, la Gentlelady e la coppia più in stile con l’evento. Tutto questo per una giornata dedicata alla beneficenza, avvolta da tanto entusiasmo e voglia di star bene. Non mancate al prossimo appuntamento del Distinguished Gentleman’s Ride…

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Possiamo essere Eroi, solo per un giorno…

Possiamo essere Eroi, solo per un giorno

Queste le parole di David Bowie scritte più di quaranta anni fa nel testo della sua celebre canzone “Heroes”. Una canzone destinata a quegli ultimi romantici della nostra amata Terra. Il Duca Bianco, così chiamato in quel periodo di cambiamenti nella vecchia Berlino, trasformò il suo personaggio artistico da un puro rock ad un nuovo look più sobrio ed elegante. White Duke, con la sua canzone Heroes, scritta nel lontano 1977 che ancora ascoltiamo dopo la sua scomparsa, riesce a farci venire i brividi alla pelle… accendere dentro noi quelle sensazione a dir poco indescrivibili a chi vive intensamente la propria vita.

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Questa vita tesa su un filo di rasoio, un Biker la conosce. Ognuno di noi si può sentire un eroe per un giorno ogni qual volta che si mette in sella alla sua amata. Provare l’emozione di trovarsi in un equilibrio precario nei confronti della vita. Non conta il tipo di moto ma la sensazione che si prova tirando su la marcia al giro giusto, scalare pronto per una piega o rimodellare la propria posizione in base al proprio IO, pensando già al futuro. È tutta questione di polso, testa ma soprattutto Cuore.

Vivi la libertà di ogni tuo pensiero e sii Eroe anche per un solo giorno della tua vita… 

di Benedetto Tessitore

 

 

 

Estate 2019: incidenti mortali

Un triste allarme arriva dall’ASAPS, il portarle della sicurezza, dove nei soli 3 mesi estivi del 2019, da giugno ad agosto, sono stati registrati ben 185 casi di motociclisti morti in incidenti stradali, solo 25 nel primo weekend di agosto.

Come è possibile evitare queste tragedie? Maggiore attenzione di chi si trova alla guida e meno azzardi nei sorpassi tra auto e moto? Forse servirebbero più controlli e strade migliori o ampliare le visite mediche, non solo per gli anziani? Dare un limite alle cilindrate ormai arrivate al limite ed offrire una più educazione stradale, facendo capire che la strada non è una pista dove ci si può divertire in sicurezza. Sono tanti i punti e le domande che ci si pongono ma alla fine dei conti sentiamo sempre le stesse notizie di cronaca nera.

Sulle nostre strade, purtroppo, gli incidenti fra auto e moto sono equamente comparati al 50% di colpa. Da un lato la disattenzione di tanti automobilisti che guidano con la convinzione di passare sempre prima di tutti ma è altrettanto vero, che la maggior parte dei motocilisti, si illude di affrontare una gara in pista, sfrecciando oltre il limite consentito e tagliando le curve senza pensare a chi arriva dalla corsia opposta.

L’unica cosa in comune ad entrambe le categorie, che diminuirebbe inutili stragi, potrebbe essere senza dubbio la prudenza ed il nostro buon senso… e voi, cosa ne pensate?

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Andare in moto fa bene al cervello

Secondo uno studio fatto dall’Università di Tokyo, andare in moto migliora le facoltà cognitive, rendendo il cervello più attivo e sensibile ai nuovi stimoli.

Guidare una moto è un piacere che rilassa spirito e mente, utile quando si ha voglia di staccare la spina dal mondo intero, lasciando problemi e pensieri a casa e vivere quegli attimi di gioia girovagando senza meta oppure in tour organizzati. Un sensazione di libertà che secondo gli studiosi dell’Università di Tokyo, sviluppa un ottimo risultato mentale, facendo così lavorare il cervello e portandolo ad un benessere gratificante.

CERVELLO SEMPRE ATTIVO

Lo studio è stato effettuato su dei motociclisti di età compresa fra i 40 ed i 50 anni, portando a constatare, in tutti i casi, che le capacità cognitive miglioravano una volta scesi dalla moto. In poche parole, la concentrazione in più richiesta dalla guida in moto, aumenta la funzionalità del nostro organo pensante, facendo lavorare il doppio tutti i sensi e prestando così sì, più attenzione alla guida, ma senza l’aumento dello stress in generale. Il dottor Ryuta Kawashima che ha comparato i dati di questi ultimi bikers con ex motociclisti fermi da ben 10 anni di attività sulle due ruote, ha ottenuto il risultato appena descritto… il cervello offre un livello maggiore sulla concentrazione ed agli stimoli esterni di chi viaggia in moto quotidianamente mentre, per chi è stato fermo da tanto tempo, il cervello ovviamente funziona lo stesso ma con risultati meno reattivi.

ANDARE IN MOTO FA DAVVERO BENE

Quindi, a conclusione dei fatti, chi guida quotidianamente ha una maggiore facoltà di ricezione cognitiva, legata soprattutto alla memoria ed alla percezione dello spazio oltre che ad un abbassamento di stress mentale, dovuto al caos cittadino. Andare a lavoro in moto fa vivere decisamente meglio… come rivela un questionario che ogni anno in Gran Bretagna viene svolo dall’Annual Population Survey -APS- per valutare le abitudini e la qualità di vita dell’intera popolazione. I motociclisti, che adoperano la moto in ogni occasione, in particolare modo usandola ogni giorno per andare a lavoro, sono i più soddisfatti e rilassati… provare per credere.

di Benedetto Tessitore

Una dimora stabile per l’Harley-Davidson Night Train travolta dallo Tsunami giapponese

11 marzo del 2011, un devastante terremoto marino di magnitudo 8,9, creò un terrificante Tsunami che si abbatté sulle coste a NORD-EST di Tokio. Una forza della natura che causò morti, feriti e dispersi, oltre che a ridurre in stato di allerta la centrale nucleare di Fukushima, con conseguenze catastrofiche, già a noi note.

Nell’aprile del 2012, sul lungomare di Graham Island, nella British Columbia canadese, il signor Peter Mark intravide un container semidistrutto approdato sulla spiaggia e ricoperto da detriti di ogni genere, portati dalla forza dell’Oceano Pacifico. Il container arrivava della Prefettura di Miyagi, una delle zone colpita dallo Tsunami in Giappone. All’interno di esso c’era il modello di una motocicletta ormai quasi distrutta, riconducibile, grazie alla targa ancora intatta, al signor Ikuo Yokoyama. Era una bellissima Harley-Davidson Night Train del 2004, un’evidente segno della testimonianza che colpì il popolo giapponese. Il signor Ikuo, ancora vivo dopo un anno dalla catastrofe, fu avvisato dell’incredibile ritrovamento.

La storia ha ancor di più dell’incredibile quando Bill Davidson – figlio del mitico Willy G. e Vice Presidente del Museo Harley-Davidson di Milwaukee – si offrì di rimetterla a nuovo e riconsegnare la Night Train a Yokoyama, che a sua volta ringraziò Davidson e chiese esplicitamente di esporla al Muse; in ricordo di tutte le vittime scomparse. Ora la Night Train si trova all’interno di una teca in vetro nel Museo H-D, nello stato originale in cui era stata ritrovata, dopo un anno di navigazione, affrontando coraggiosamente il mare in tempesta; “Siamo veramente fieri di poter esporre la moto del signor Yokoyama” ha dichiarato Bill Davidson “Questa moto ha una storia incredibile da raccontare, e noi siamo orgogliosi di poterla condividere”.

Un’esperienza da non dimenticare al Faaker See 2019

L’attesissimo European Bike Week 2019, è terminato. Protagonista della kermesse, come da 22 anni a questa parte, il leggendario Faaker See, sito nella suggestiva cornice della Carinzia, in Austria. Migliaia gli harleysti e non solo, hanno preso parte a questo magico motoraduno, uno dei più grandi d’Europa e con una tradizione che prosegue dal lontano 1998, nato come spesso accade da un gruppo di amici con l’unico scopo di passare un po’ di tempo insieme, fra armonia e tanto divertimento, tra le loro moto cromate e accompagnati da fiumi di birra.

L’evento è iniziato martedì 3 settembre con delle belle giornate di sole fino a sabato 7, dove il maltempo ha dato sfogo alla sua curiosità e fatto compagnia a noi bikers fino al temine della manifestazione, domenica 8. Sinceramente era tanta l’adrenalina dentro ognuno di noi che nessuno ha dato importanza a tale fastidio. Dopo un bel giro lungo le sponde del lago Faak, ed una passeggiata lungo le sinuose strade austriache, mi fermo per dare libertà alla mia prima volta all’European Bike Week. Bello, grande ma non troppo dispersivo… sicuramente ci ritornerò.

Mi trattengo poche ore per guardare tutti gli stand ben allestiti e sotto una pioggia che si alternava tra pioggerella e acquazzone, mi preparo per proseguire la mia tabella di marcia e scoprire nuovi posti nei dintorni. Purtroppo, ahimè, non è stato così e sono tornato diretto a casa prendendo l’autostrada per il ritorno, che odio in particolar modo perché noiosa e monotona. Dal confine fino a Noventa di Piave (TV), sull’autostrada E70, dalle ore 15:30 alle ore 18:00, per circa 200 km, più o meno, mi sono trovato ad affrontare una pioggia continua con tratti di bombe d’acqua violente, mai affrontate prima d’ora in moto. Sentivo la forza delle gocce d’acqua che ti colpivano con una violenza inaudita, tanto da farti credere ad una possibile grandine ma che invece non era. Ovviamente non c’erano ripari in quel momento e quindi via dritto seguendo i pochi segnali luminosi delle auto che affrontavano lo stesso muro d’acqua con più sicurezza. Non nascondo di essermi sentito un po’ solo al mondo ed aver avuto un attimo di sbandamento psicologico ma alla fine cosa altro potevo fare? Niente, seguire la mia strada ed uscire fuori da quell’inferno di acqua il prima possibile.

Adrenalina al 100% ma alla fine con la mia Harley-Davidson siamo arrivati alla base sani e salvi e pronti per una nuova avventura!

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